Archivio storico

Quello che puoi leggere qui sotto è un articolo selezionato tra quelli scritti sul mio blog molti anni fa. Ho pensato di riproporlo per l'attualità dell'argomento oppure per gli spunti di riflessione che può offrire ancora oggi.

le foto che rovinano un sito

Come rovinare il tuo sito scegliendo le foto sbagliate

Alcuni giorni fa ho trascorso un pomeriggio intero a cercare alcune fotografie per il sito di un cliente. La mia giornata nelle maggiori banche mondiali delle immagini si è tramutata inaspettatamente in un illuminante viaggio all’inferno (e ritorno).

E’ stato illuminante perché confrontarmi con così tante immagini mi ha aperto gli occhi sugli orrori che si trovano online. E’ stato un inferno perché si sono accatastate davanti a me le peggiori foto usate ed abusate sul Web.

Ecco alcuni esempi che parlano da soli:

La stretta di mano

stretta di mano nel web design

Diciamolo chiaramente: non se ne può più.

La stretta di mano è talmente abusata che andrebbe vietata.

Bisognerebbe licenziare in tronco il web designer che la sceglie accuratamente nell’olimpo delle sciagure iconografiche.

La stretta di mano è un’insopportabile ipocrisia, è persino indegna di queste righe denigratorie. Troppe.

Dimenticare e passare oltre.

La riunione

Giovanni Ghersi Comunicazione d'Impresa

Qui si raggiunge la più siderale distanza tra finzione scenica / pubblicitaria e realtà dei fatti.

Tutti felici, tutti sorridenti…

Che riunione meravigliosa questa, dove i partecipanti sono seduti in un ferreo ordine politicamente corretto, dove le quote rosa sono devotamente rispettate – un uomo e una donna, un uomo ed una donna – dove tutte le minoranze etniche sono rappresentate e sfoggiano sorrisi a trentadue denti.

Quando vi telefonerò e la vostra centralinista mi dirà che siete in riunione, vi penserò a questo tavolo.

Ma dove scrivi?

Giovanni Ghersi Comunicazione d'Impresa

Basta mettere su Google una chiave di ricerca tanto generica quanto frequente come può essere “business development” per scoprire quanti manager graffitari esistano a questo mondo.

Ma dove diavolo scrivono? Su lavagne di vetro, sulle finestre dell’ufficio, sulla porta del capo, sulla parete dei cessi.

Non lo so: vogliono sembrare tanto fighi nelle loro camicie bianche inamidate ed il nodo della cravatta leggermente allentato ma a me sembrano solo delle macchiette…

Uno, nessuno, centomila

Giovanni Ghersi Comunicazione d'Impresa

Siamo un grande team, noi!

“Forniamo un servizio completo sulla base delle effettive esigenze del Cliente”, giusto per restare nell’alveo delle ovvietà.

Intanto però la faccia non ce la mettiamo!

E’ la foto che immagino ricorrere in quelle situazioni altisonanti in cui a fronte delle grandi parole, dei team e degli anglicismi che fanno importante e… corporate (bella pure questa!) dall’altra parte del web c’è una sola persona…

Siamo, facciamo… quando invece nella realtà c’è un povero cristiano che lotta per arrivare alla fine del mese. Senza metterci la faccia. No good.

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Altre letture

smartphone-dipendenza

Spegni lo smartphone se vuoi essere social

Nell’archivio degli articoli scritti tanti anni fa, questo mi è balzato all’occhio.E’ del 2014. Potrebbe portare la data di oggi e il video proposto è sempre efficace. Mi fa piacere riproporlo. — Look up! Alza la testa dal tuo smartphone. Abbandona il social network. Esci fuori dal guscio ed interagisci con le persone che ti sono intorno. E’ l’appello di Gary Turk, un giovane regista inglese che ha girato un video di grande impatto emotivo sul livello di estraniamento dalla realtà a cui tecnologia ci sta portando. Il suo appello è diventato un fenomeno virale, tanto da essere visto 37 milioni di volte in meno di due settimane. Come dire: il successo mondiale per il suo video arrivato proprio attraverso dai social networks da cui Gary ci invita a fuggire! https://youtu.be/Z7dLU6fk9QY

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