Gli sciacalli dell’ufficio stampa

Tempi di crisi, tempi duri. Chi lavora nella comunicazione ne soffre le conseguenze in maniera spaventosa. C’è chi taglia gli organici drasticamente, chi sopravvive a stento dopo anni di gloria, chi non ce la fa ed affonda. C’è chi poi si adegua ai tempi di carestia e si inventa l’ufficio stampa low cost.

Un’agenzia di Roma si è guadagnata le colonne di parecchi giornali nei giorni scorsi proponendosi come “l’ufficio stampa essenziale per il terzo settore”. Dichiara di voler valorizzare l’operato di chi si adopera nel sociale attraverso piccole organizzazioni, associazioni e cooperative. Tutto molto bello.

Il guaio è che mi riesce difficile immaginare questi signori nell’atto di rifiutare una richiesta di intervento da parte di una qualsiasi azienda tradizionale. Ciò che attrae sono i prezzi presenti sul sito e ben organizzati in una sorta di listino, dove la redazione di un comunicato stampa, il suo invio ed il tradizionale recall dei giornalisti vengono svenduti a 190 euro.

Quello che viene quotato ad un prezzo così basso è il frutto di parecchie ore di lavoro. Quale diventa la paga oraria di un professionista che si presta a svendere la propria competenza per 190 euro? Senza contare che in questa cifra ci sono anche i costi d’agenzia, dai telefoni al mantenimento della struttura.

Insomma, anche per la comunicazione è il tempo degli sciacalli. Le depressioni economiche decimano le forze in campo lasciando morti e feriti. Eppure, una delle funzioni delle crisi è comunque quella di operare una selezione in cui sopravvivono soltanto gli elementi più forti e robusti. La presenza sul mercato di chi si strappa di bocca brandelli e bocconi di clienti dissanguati può esserne un truce effetto collaterale.

Alle Aziende che hanno bisogno di comunicare attraverso l’ufficio stampa e che sanno che nulla viene regalato rivolgo una banale domanda: quali possono essere l’entusiasmo, la motivazione, l’efficacia e la professionalità di chi lavora per una decina di euro all’ora? A chi invece ricava di che vivere da questo lavoro difficile e misconosciuto, voglio ricordare che la discesa dei prezzi a livelli insostenibili è un’arma a doppio taglio: può portare qualche Cliente in tempi di crisi, certamente, ma non significa che questo stesso Cliente sia disponibile a pagare prezzi più alti successivamente in tempi più floridi.

Fissare un fantomatico tariffario a cifre da saldo è un’umiliazione professionale oggi ed una condanna a magri guadagni per il futuro. E’ sufficiente per sentirsi valorizzati e lavorare serenamente?

One Comment

  1. 12 Settembre 2012 at 17:49

    Interessante.