Scrittura per il Web: laddove casca l’asino

Un sito può essere “brutto” ma efficace. Può avere una veste grafica discutibile ma raggiungere risultati lusinghieri: generare contatti in quantità oppure alti livelli di vendite.

Il lato estetico, quindi, non è tutto. Il modo in cui l’informazione viene presentata può fare la differenza. Quando l’attenzione si sposta sui contenuti informativi, uno degli aspetti più delicati riguarda il modo in cui i testi vengono scritti. Successivamente, l’altro elemento cruciale sarà la facilità con cui l’informazione viene resa fruibile.

Il momento della gestione dei contenuti è quello dove spesso si avverte in maniera drammatica la differenza tra un sito progettato in maniera professionale ed uno improvvisato da mani inesperte. Si può dire che sia proprio nella scrittura dei contenuti che l’asino barcolla ed infine casca.

Banalità. Uno dei problemi ricorrenti che ritrovo girando per il Web è legato alla banalità dei contenuti. Basterebbe spremersi le meningi con un minimo di impegno e si scoprirebbe che certe espressioni da sbadiglio possono essere espresse in modo diverso.

E’ possibile che la comunicazione ed i servizi possano essere soltanto a 360 gradi? Davvero ogni genere di concetto che riteniamo innovativo è per ciò stesso da etichettare come 2.0? Molti si vantano per il fatto di offrire consulenze o servizi sulla base delle effettive esigenze del Cliente. Ma cosa vuol dire? Vogliamo forse credere che vi sia qualcuno che propone l’esatto opposto di quanto gli chiede il Cliente? Rileggiamoci, prima di pubblicare!

Nonsense esterofilo. L’italiano è una lingua meravigliosa e ricca. Purtroppo l’inglese affascina. Molti credono (a torto) che faccia vendere di più. Nessuna sorpresa se viene usato a sproposito. Ecco quindi l’agenzia di eventi che mi recapita la sua brochure e lì, come anche sul sito, campeggia la frase ad effetto che deve colpire il lettore. Il cuore della comunicazione. Il padre di tutti gli slogan. L’espressione più alta delle più moderne strategie di marketing: Il nostro obbiettivo, il vostro feedback. Ma cosa diavolo intendevano dire?

Fobia del vuoto. Quando ero ragazzo la sindrome da foglio bianco era il blocco psicologico più temuto dai miei compagni di scuola. Riempire la paginetta del tema di italiano poteva essere un problema. Pare che sul Web, la sindrome da monitor bianco si manifesti con sintomi opposti: riempiamo lo spazio quanto più possibile per demonizzare l’horror vacui. Sfortunatamente, i testi lunghi non li legge nessuno sul Web. Se tu sei arrivato fino a questo punto dell’articolo, sappi che meriti una medaglia. Sei l’eccezione che conferma la regola. Oppure significa che conosco qualche altro trucchetto per catturare la tua attenzione.

Quindi? Ancora una volta, scrivere contenuti per il Web non è roba per pischelli informatici. Esistono figure professionali che lo fanno per lavoro. Vuoi conoscerne una? Vai alla pagina dei contatti e chiamami..!

 

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